Recensione Trattoria Ablondi, Tre Rii

 

Le patate valgono il viaggio. Le patate fritte, quelle preparate all’ultimo momento e per cui si aspetta volentieri il tempo necessario. Pelate e tagliate a mano in fette più o meno spesse, una diversa dall’altra ma qui tendenti al sottile e poi fritte nello strutto e con aglio e rosmarino. Restano dorate, leggere, profumate appena croccanti in superficie e col cuore ancora morbido: sono perfette con pancetta e salame e, se chiamarle contorno non suonasse riduttivo, con quella funzione accompagnano benissimo punta di vitello o tacchino arrosto. E’ raro trovarle, se non in qualche trattoria verace, così, quando capita, non perderemo l’occasione.
Questa è il classico locale di paese a gestione familiare con bar, rivendita di tabacchi e l’odore di cucina appena si entra: due sale linde, semplicemente arredate, tavoli con tovagliette e tovaglioli di carta, servizio veloce, gentile, piccola scelta di vini elencati a voce e in modo generico (bianco, rosso, lambrusco, malvasia…), qualche bottiglia esposta e anche il buon sidro di Filippo Valla, fatto nella casa di sopra e di cui queste pagine si sono recentemente occupate. Per arrivare, si sale da Langhirano per Pastorello e poi seguendo le indicazione oppure, passando da Marzolara, Calestano, Fragnolo e giunti al passo che porta a Cozzano, appena prima, scendendo subito a destra.
La cucina, i piatti
Si mangia come detta la tradizione: pasta all’uovo fatta in casa, condimenti ricchi, porzioni generose. Menu esposto a voce e l’antipasto di salumi (7 euro) con un buon pane, Parmigiano giovane e cipolline sott’olio: gustoso lo spallaccio dall’intenso sapore, discreti prosciutto e salame, tenue la coppa, giovane la pancetta. Insieme, o coi secondi, mangerete le patate fritte (3 euro), ma intanto ecco i primi (8 euro) e una scelta di tortelli che dai classici parmigiani (erbetta, patate, zucca) arriva a quelli col ripieno di carciofo o di radicchio rosso.
Pasta morbida e buon ripieno in quelli di patate, più opachi e con poco nerbo quelli d’erbetta; gnocchi di patate al Gorgonzola o al pomodoro; tagliatelle (per due) col tartufo di stagione; anonimi anolini in buon brodo. Si passa ora ai secondi piatti (8 euro) con il primo salame fritto dell’anno, le scaloppine al limone, l’immancabile tagliata di manzo. Oppure, l’arrosto di tacchino, una punta di vitello al forno che si scioglieva in bocca, la trippa alla parmigiana ricca di sapore servita nel suo tegamino di terra cotta con crostino di pane.
Per finire
Si chiude coi dolci di casa (3,50 euro): la crostata di marmellata, la torta alla ricotta, quella di arance e amaretti, la crema catalana, il ricco semifreddo al torroncino affogato al caffè.
Qualche digestivo e il conto per quattro piatti, bevande escluse, sarà di circa 28 euro. Menu non esposto, coperto 1,50 euro, ingresso, bagno comodi, parcheggio nelle adiacenze.

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